Mangia tanti grassi e vivrai sano: lo ha detto il dottore

Riporto un pezzo di un post di Andrea Lanini:

I prodotti “light” in realtà sono “heavy”. I cibi scremati e sgrassati sono deleteri. Volete galleggiare nell’aria come le divine creature degli spot? E mantenere il cuore e le analisi in ordine? E dunque vivere sani e forti, allegri e aitanti, vispi e scattanti? Allora mangiate cibi grassi. Ma certo, proprio quelli: burro, uova, pancetta, pane, strutto. E formaggi (eccellenti quelli di pecora e di capra), carni (salutare quella di maiale).
Come pure olio extravergine a volontà. Il lardo di Colonnata a colazione è la ciliegina sulla torta (possibilmente alla panna). Se non ci credete, se vi sembra strano, o troppo bello per essere vero, provate a chiedere al dottor Francesco Perugini Billi.
Nel suo libro, “Mangia grasso e vivi bene“, a grande richiesta recentemente ristampato da Edizioni Junior, spiega i perché e i percome. Dimostrando tutto scientificamente, dati alla mano.

Fermo restando che i cibi light spesso sono light solo nel nome, mi sembra – da ignorante in materia e amante dei cibi grassi – più una provocazione che altro… Però incuriosisce 🙂

Piccola nota finale: vorrei incorniciare il commento di Roberto e lo riporto pari pari.

Certo che mangiare cadaveri sia sano: lo è sempre stato e sempre lo sarà!
Per milioni di anni l’uomo ha cacciato animali per sè e la propria specie, è il ciclo della vita. Poi ha scoperto il fuoco e di conseguenza come rendere più appetitose le prede cacciate, poi ha scoperto il sale e come mantenerle a lungo come scorta per gli inverni quando cacciare diventava più difficile e gli animali cadevano in letargo.
Non c’è niente di più bello che variegare la propria dieta: amo tantissimo qualsiasi verdura che consumo in gran quantità ogni giorno ma non saprei resistere ad una bella fiorentina arrostita sulle braci d’olivo come faceva mia nonna. Il castrato col suo grasso bruciacchiato e croccante tutt’attorno è qualcosa che ci arriva direttamente dal paradiso e il solo profumo, da lontano, delle carni alla brace è il più sublime degli inviti. Perchè rinunciare ai tortellini che mia madre fa ancora a mano uno a uno nel brodo di cappone? E il salame, la lonza, il prosciutto, la mortadella… che meravigliosi panini che mi ricordano quand’ero bambino ma oggi, con lo stesso piacere, mi riconducono ai miei giovedì sera con gli stessi amici da 30 anni. Da ragazzo in campagna ho visto tante volte uccidere i polli, i conigli, portavo col nonno le mucche al macello: tante brave bestie che si sono sacrificate per noi e che noi celebriamo con gran rispetto sulle nostre tavole. Non potrei mai immaginarmi senza gli arrosticini al paese, non riuscirei ad andare in giro per l’Emilia senza assaggiare lasagne e cannelloni, nelle Marche senza il Ciauscolo e le salcicce, oppure in Umbria senza tutta quella norcineria… Ma pure le verdure si intristiscono, sono monche senza qualcosa cui accompagnarle degnamente: impossibile immaginare insalate, asparagi, cicorie, carciofi senza vicino una scaloppina, del pollo, una braciola, dell’affettato…
Parlate, o ammiccate, spesso al sesso ma com’è possibile una notte d’amore dopo aver mangiato una insalata scondita e bevuto acqua di rubinetto? E quale donna o uomo può mai accendere l’eros in mezzo a tanta banalità? Dovremmo tutti imparare a godere di più: l’ideale, per chi ne fosse capace, sarebbe giusto un poco di equilibrio.
Quand’ero a Roma ricordo le scorpacciate di pajata, coda alla vaccinara, le animelle, le interiore d’agnello fritte… Non mi sono mai drogato in vita mia, né mai succederà, perchè al mondo non c’è niente di più grande, di più bello che una bella mangiata di carne con le mani e di un vino generoso in compagnia di una donna appassionata.

Chapeau!

3 commenti su “Mangia tanti grassi e vivrai sano: lo ha detto il dottore”

  1. mi sembra ovvio che sia un attacco ironico, visto che Lanini è un giornalista e quindi semplicemente vuole incuriosire e incitare alla lettura del resto dell’articolo. In ogni caso, che i cibi light non siano poi così salutari non è una novità

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