Frolle di Santa Lucia
La mia città (Verona) si sta preparando a festeggiare la festa di S. Lucia, la santa che porta giochi e dolci a tutti i bambini, la notte che precede il 13 dicembre. La magica atmosfera e la trepidante attesa che accompagnano questa festa sono molto simili a quelle del Natale. I bambini aspettano con ansia questa Santa dal velo bianco e nello stesso tempo la temono, perchè se non si comportano bene, lei potrebbe non portare loro proprio nulla, se non adirittura solo carbone. In questa occasione Piazza Brà ospita per tre giorni i famosi “banchetti”, dove si possono trovare dolci e oggetti di tutti i tipi e le provenienze, dalla frittella al torrone, dai guanti agli utensili per la cucina. E tipiche di questo periodo son le frolle di Santa Lucia, che si trovano in ogni panificio, pasticceria e supermercato della città.
La ricetta è molto semplice e gli ingredienti sono quelli della pasta frolla:
100 gr. di burro
150 gr. di zucchero
200 gr. di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 bustina di vanillina
1 uovo
2 cucchiai di latte
zucchero a velo per decorare
Sciogliere il burro insieme al latte; una volta raffreddato, aggiungere lo zucchero ed il tuorlo dell’uovo. Dopo aver mescolato bene, aggiungere poco per volta la farina setacciata, il lievito e la vanillina. L’impasto dovrà risultare compatto. A questo punto stendere la pasta con il mattarello e formare una sfoglia non troppo alta. Con l’aiuto degli stampini per biscotti di varie forme ( cuore, fiore, stella,…) ritagliare le frolle e cuocerle in forno caldo a 180 gradi per 15 minuti.
Il miele e le sue proprietà terapeutiche
Non tutti sanno che il miele può essere molto utile nella cura e nella prevenzione di numerose malattie. Quando deriva dal nettare di un sola pianta, si parla di miele monoflora, che si distingue da quello millefiori. E se le piante da cui le api attingono il nettare sono piante officinali (come eucalipto, tarrassaco, ginepro, ecc.), il miele ottenuto contiene una parte dei loro principi attivi.
Basta visitare una qualsiasi fiera del miele per scoprire le tante varietà di miele esistenti in commercio. Ed ogni volta rimango affascinata dalla moltitudine di colori e sapori, che variano sempre a seconda della pianta .
Miele di Arancio: colore chiaro e sapore aromatico. Azione sedativa, calmante nell’eccitazione nervosa, antispasmodica, cicatrizzante in caso di ulcere.
Miele di Castagno: colore scuro e gusto forte con un retrogusto amarognolo. Azione astringente, antitussiva, disinfettante dell’apparato urinario, migiora la circolazione sanguigna.
Miele di Eucalipto: colore ambrato e sapore di caramello. Azione anticatarrale e antitussiva, antibiotica naturale, balsamica (coadiuvante nei raffreddori e nelle bronchiti).
Miele di Tiglio: colore dal giallo al bianco, sapore persistente. Azione sedativa nell’insonnia, calmante del dolore mestruale, diuretica, digestiva ed espettorante.
Miele di Acacia: colore chiaro e gusto delicato. Azione lassativa, antinfiammatoria delle prime vie aeree (mal di gola), disintossicante del fegato e utile nell’acidità di stomaco.
Miele di Timo: colore chiaro e sapore intenso. Azione disinfettante dei bronchi e dell’intestino, febbrifuga, tonica.
Miele di Girasole: colore chiaro e gusto non troppo dolce. Azione diuretica, astringente, antinevralgica, febbrifuga, ipocolesterolemizzante, calcificante delle ossa.
Ve ne sono tanti altri, ma non vorrei dilungarmi troppo. Vi consiglio inoltre di usare il miele come dolcificante al posto dello zucchero, perché, al di la del fatto che è terapeutico, è molto digeribile e dietetico (vi fa risparmiare calorie!).
Un pranzo veloce con taleggio e friselle
Ieri mattina intorno all’una stavo tornando dall’asilo con mia figlia e incontro la mia cara amica Maria con una forma di taleggio tutta per me. Mia figlia aveva già mangiato ed ho pensato ad un pranzo veloce, con le poche cose che avevo a disposizione! Dalla confezione del formaggio usciva un profumo gradevole con delicate note aromatiche. Mi sono venute in mente le friselle pugliesi che tengo in dispensa e, dopo averle bagnate, le ho condite con una manciata di pomodori datterini, olio di oliva (quello buono), sale, origano e due fettine di taleggio. Un abbinamento insolito ma gustoso. Il sapore del taleggio va dal dolce al piccante e si unisce perfettamente alla dolcezza del pomodoro. Il formaggio che ho mangiato è squisito e proviene dal caseificio Latini di Grumello del Monte in provincia di Bergamo, una delle zone di elezione per la produzione del taleggio, che ha ottenuto il marchio D.O.P. nel 1996. Penso che ne valga la pena, fare una gita da quelle parti!
Di Vino & Cibo goes social
WDKRTMU9EQJY Con questo breve post volevo solo informarvi (soprattutto coloro tra voi che seguono Di Vino & Cibo tramite feed reader e che quindi potrebbero non aver notato un paio di link nella sidebar del blog) che Di Vino & Cibo è anche su Facebook e su Twitter. Inutile spiegarvi cosa siano Facebook e Twitter, trattandosi di due tra i più famosi siti web del mondo.
La pagina su Facebook ha già più di 500 fans (in pochi giorni). Ovviamente vi consigliamo, se siete utenti di Facebook, di aggiungervi ai fan, perché lì ci saranno (quando possibile, chiaro) alcune cose che sul blog non troverete.Un regalino sarà reso lì disponibile tra pochissimo (questione di minuti o qualche ora al massimo).
Su Twitter invece sono più in modalità “ascolto”, seguendo notizie e conversazioni del settore food&beverage (per ora mi pare di capire che si parla molto di vino, dove ho molto da ascoltare e poco da parlare).
Fuocolento: trattoria a Ferrara
Lo scorso weekend l’ho passato a Ferrara, città nella quale ho vissuto alcuni anni da universitario, proprio per una cena con alcuni compagni di studio (e di sane bevute, ça va sans dire). Insomma, un ritrovo in piena regola, dopo più di 10 anni.
Per l’occasione, dopo un paio di calici di vino per aperitivo, siamo andati a cena al Fuocolento, trattoria nel centro di Ferrara. Qui ho potuto gustare dopo anni un paio di specialità tipiche delle quale sentivo davvero la mancanza: i cappellacci di zucca (conditi con ragù) e la salama da sugo. Avevo previsto di chiudere la cena con la tenerina, ma ero già sazio. Si, perché come antipasto avevamo già potuto gustare diverse prelibatezze; e le porzioni dei due piatti erano davvero sufficienti (e si che non posso certo dire di essere una persona che mangia poco…
).
Per farvi un’idea del locale, vi consiglio la lettura delle recensioni su Due Spaghi.
Trattoria Fuocolento
Via Saraceno 85, 44100 Ferrara
0532 210813
www.fuocolento.com
Torta allo yogurt
Molti anni fa, quando ero una ragazzina, trovai per caso questa ricetta sul retro della confezione degli yogurt biologici Scaldasole. Da allora è la mia torta da colazione e da merenda per i miei bambini. Non manca mai sulla mia tavola! Sempre delicata e nuova, la propongo spesso anche agli amici dopo cena ( aggiungo all’impasto due mele renette a fette e un po di cannella), appena sformata e accompagnata da una pallina di gelato artigianale alla vaniglia. Si tratta di una ricetta semplicissima, dal momento che non si devono neanche pesare gli ingredienti, ma si utilizza il barattolino dello yogurt come misurino e qualsiasi marca venga comprata, il risultato è sempre ottimo.
Ingredienti per una tortiera da 22 cm
- 1 vasetto di yogurt
- 2 vasetti di zucchero
- 2 uova intere
- 3 vasetti di farina 00
- 1 vasetto di olio di semi
- 1 bustina di lievito
- 1 pizzico di sale
Procedimento:
Mescolare lo yogurt con lo zucchero. Aggiungere le uova e con l’aiuto delle fruste elettriche, amalgamarle bene. Setacciare la farina e versarla piano piano all’impasto, un pizzico di sale e infine settacciare anche il lievito. Versare a filo l’olio e mescolare fino a completo assorbimento. A questo punto si possono aggiungere anche gocce di cioccolata oppure pezzi di frutta ( mele, pere, albicocche, pesche, futta secca, ecc) se si desidera un’alternativa.
Infornare a 180° per 40 minuti o a seconda della potenza del forno.
La torta si considera cotta quando, infilzata con uno stuzzicadenti, questo rimane asciutto.
Lasciare raffreddare sempre su una gratella per torte e spolverizzare con abbondante zucchero a velo.
Un paio di informazioni
Con questo brevissimo post voglio solo comunicare un paio di informazioni che ritengo possano essere interessanti per i lettori di Di Vino & Cibo e non solo.
La prima è che su Di Vino & Cibo abbiamo una nuova autrice: Giorgia. Giorgia cucina dannatamente bene, e sono sicuro che offrirà ottimi spunti per ricette da leccarsi i baffi
La seconda è che un blog che seguo ha cambiato indirizzo: Fudgella infatti ha lasciato il suo spazio su wordpress per trasferirsi su un dominio tutto suo: www.fudgella.com. Soprattutto per gli appassionati di dolci, consiglio di seguirlo
Gnocchi di zucca
L’autunno non è ancora finito e sui banchi dei mercati ci sono zucche di tutte le qualità e le sfumature che vanno dal rosso, arancione al verde. Le specie più diffuse sono la zucca dolce (Cucurbita maxima) e la zucca “pepona” o “torta”( Cucurbita moscata).
Mi è venuto il desiderio di provare una nuova ricetta di gnocchi a base di zucca. Non ho mai utilizzato altri ingredienti al di fuori della patata, per realizzare un piatto di gnocchi e questa è una buona occasione.
Comincio quindi a cercare una ricetta che sia buona, ma soprattutto facilmente realizzabile e che non presenti grossi problemi al momento della lavorazione dell’impasto. Per quelli di patata il segreto consiste nell’aggiungere la farina con parsimonia, altrimenti si ottengono gnocchi troppo consistenti, e così avviene anche per quelli di zucca.
Dopo aver sfogliato ricettari e libri di cucina, trovo finalmente una ricetta che mi convince:
Ingredienti per 6 persone
- 750 g di zucca mondata
- 250 g di patate farinose
- 250 g di farina bianca
- cannella, noce moscata e sale q.b.
Preparazione
Cuocere contemporaneamente la zucca nel forno e le patate con la buccia in una pentola con abbondante acqua fredda salata, quindi scolarle e pelarle subito.
Distribuire la farina sulla spianatoia e farvi cadere sopra zucca e patate passandole con l’apposito schiacciapatate, quindi salare e impastare velocemente gli ingredienti, aiutandosi con una spatola, in modo da non scottarsi troppo le mani e da non lavorarli eccessivamente. ( Attenzione a non aggiungere ancora farina, anche se ne siete tentati!!!).
Raccogliere l’impasto a panetto e dividerlo in tanti filoncini. Far rotolare i filoncini sulla spianatoia con la punta delle dita ben infarinate e senza premerli, fino ad ottenere dei cannelli lunghi del diametro di circa un dito. Dividerli poi con la spatola in tanti cilindretti regolari, spolverizzarli con poca farina e raccoglierli su un vassoio coperto con canovaccio infarinato.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua e raccoglierli con un mestolo forato quando vengono a galla.
Disporli a strati nel piatto di servizio, cosparsi di grana grattuggiato e burro fuso e salvia.
Condimenti alternativi
A chi piace il pesce posso proporre un condimento a base di cappesante e tartufo nero. Spadellare per pochi minuti in una teglia antiaderente 12 cappesante sgusciate, pulite e tagliate a pezzetti con tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e uno spicchio d’aglio in camicia. Condire gli gnocchi con il sugo ottenuto e grattuggiare un paio di tartufi neri.
Concorso internazionale dei vini passiti
Al Gran Palio della Signoria dei Bentivoglio, per la III edizione del concorso internazionale dei Vini Passiti presso Villa Edvige Garagnani, a Zola Predosa, il 28 e 29 novembre, la partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Così come lo è il concorso fotografico La Cantina e i Vini Passiti che prevede immagini catturate in cantina e nelle vigne.
Il primo concorso fotografico organizzato dall’Accademia della Muffa Nobile prevede l’invio di fotografie che dovranno ritrarre soggetti, ambienti e situazioni presso le cantine e le vigne, in formato digitale, all’indirizzo concorso.fotografico@muffanobile.it entro il 15 novembre. Una giuria di esperti selezionerà le migliori opere, con premiazione, oltre i primi tre, con Gran Menzione e Menzione d’Onore.
Gli scatti migliori saranno poi esposti nel corso del Gran Palio della Signoria dei Bentivoglio, per portare a conoscenza del vasto pubblico tutta la magia di un mondo, quello enologico, che non smette di stupire per il fascino che esercita su appassionati, intenditori e neofiti.
Un motivo in più per visitare questa manifestazione che in soli due anni è già balzata agli onori della cronaca per l’importanza e la vastità del banco assaggio che può vantare oltre 500 bottiglie pregiate. L’Accademia della Muffa Nobile promette di stupire, anche per questa edizione, grazie alle novità in programma, come gustose merende, prodotti enogastronomici di nicchia, tra cui Parmigiano Reggiano, Panspeziale e formaggio di fossa, degustazioni con abbinamenti ricercati e una ancor più ampia offerta di etichette pregiate, il tutto immersi in una location prestigiosa, comoda da raggiungere.
Brindando sotto le stelle con novello latino
In degustazione ci saranno i novelli delle aziende vinicole del Lazio, all’annuale appuntamento con “Novello Latino“, ovvero con tutte quelle etichette che fanno parte dell’Istituto Vino Novello del Lazio. I romani sono ormai affezionati a questo festeggiamento di benvenuto che si riserva al vino nuovo. E la festa 2009 si annuncia ricca di iniziative che vedono protagoniste le due enoteche istituzionali della città: Palatium e Provincia Romana. E il tanto atteso deblocage si svolgerà, aperto al pubblico, proprio in queste due sedi dalle ore 19.00 del 6 novembre prossimo.
Resta solo da scegliere se godere della vista della Roma Antica o proiettarsi nello scintillio delle vetrine di Via Frattina. Ma, dato l’orario no stop fino alla mezzanotte, perché non godersele entrambe concedendosi un suggestivo tour nel centro della Capitale?
