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Pizza tra le Dolomiti
Se volete mangiare una pizza veramente squisita, dovete recarvi a Ponte Arche, piccolo paese tra le Dolomiti di Brenta, sulla statale per Madonna di Campiglio. La pizzeria-rosticceria il Vecchio Mulino si trova proprio sulla statale ( Via C. Battisti, 50) ed è gestita da una simpaticissima coppia del posto. Il pizzaiolo è siciliano e oltre a preparare primi, secondi e contorni ( tutto al momento!!!), inforna a ciclo continuo pizze classiche napoletane e pizze in teglia, dall’impasto alto e soffice. I profumi sono quelli di casa ed i sapori genuini, l’arredamento è semplice e curato e l’accoglienza calorosa. Anche il servizio è impeccabile, ma la pizza in teglia di più. Ve ne sono per tutti i gusti, con verdure di stagione e salumi.
Dulcis in fundo la signora Marika, trentina, prepara dei dolci casalinghi ottimi, dalle torte di mele alle crostate, che vengono servite con frutta e yogurt alla vaniglia. Se passate di li, la sosta è d’obbligo!
Pizza 2-0

Ci hanno detto che sappiamo solo fare la pizza? Beh, in realtà sappiamo anche batterli 2-0.
E sappiamo anche fare la pizza 2-0.
Infatti, mentre qualche tedesco invitava al boicottaggio dei ristoranti aperti da nostri connazionali in Germania, qualcuno s’è inventato questa bella (e buona) rivincita.
Piacerà?
No al Patto della Pizza!
E bravo Aristide:
Della questione ne parla Paperogialloblog, il blog di Stefano Bonilli, anzi il blog del Gambero Rosso (da lui diretto). Bonilli, ospite della trasmissione insieme al presidente della Confcommercio, Sergio Billè, ci racconta in questo post dello “scellerato” Patto della Pizza, proposto da Bruno Vespa.
Ecco di cosa si tratta: “…fare due o tre giorni alla settimana, in tutte le pizzerie italiane, “Il Patto della Pizza” cioè una margherita più un bicchiere di birra o coca cola più un caffè a 7,50 euro. La proposta verrà fatta pubblicamente nel corso dell’assemblea della Confcommercio del 2 e 3 luglio.”
Ma che bella pensata consociativa!
Non potrei essere più d’accordo. A parte il fatto che trovo irritante ogni sistema di determinazione dei prezzi che non sia il libero mercato, avere la pizza calmierata a 7,50€ per due o tre giorni alla settimana servirà solo a fare sentire meglio i ristoratori che faranno prezzi ancora più alti il sabato e la domenica.
Lo ripeto, il mercato deve essere giudice unico e sovrano. Se il prezzo è troppo alto per un prodotto scadente, il mercato, che poi siamo noi, sceglierà un prodotto alternativo.
L’unica cosa sulla quale mi trovo in disaccordo con Aristide è il fatto che non mi piace la marinara
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The Blog Pizza
Cosa fanno tre blogger professionisti come Tris, Arieanna e Ianiv quando si incontrano? Mangiano una blog pizza, ovviamente!

