Relazioni mal condotte, nel settore enogastronomico

Mi capita spesso di fare recensioni spontanee. Assaggio un cetriolino, bevo un vino, trascorro la serata in un locale.

Se qualcosa m’ha attratto, non faccio mai recensioni con giudizi negativi, scrivo qualcosa su uno dei blog sui quali opero. Una foto, l’impressione positiva che ne ho provato, qualche considerazione.

Quando pubblico, invio una email al produttore dell’articolo o allo staff del locale, per chiedere eventuali correzioni se sono stato impreciso su qualche dato, un commento, se lo vogliono.

Risposta?

Beh, nel 99% non c’è risposta alcuna. Proprio nessuna. Neppure grazie o “prendiamo atto”. Niente di niente.

Voi non lo sapete, ovviamente, ma io scrivo di parecchie altre cose, in altri settori e mi capita spesso di scrivere ad aziende. Rispondono sempre.

Mi pare che solo il mondo del vino e della gastronomia siano così refrattarie. Come mai?

Filippo Ronco ne ha parlato in Mondo del vino ed arretratezza tecnologica. Io penso che oltre a problemi di tecnologia, però, ci sia anche qualcos’altro. Una sorta di refrattarietà mentale, uno schermo, qualcosa che impedisce di vedere.

Non si tratta di soldi, di fatturato, di business. Il Customer Relationship Management insegna che in qualunque settore è fondamentale fidelizzare il cliente, ma ancor prima gestire le relazioni coi prospect ed in generale con chi sta all’esterno dell’azienda.

Qualcuno potrà obiettare che qui si parla di aziendine spesso familiari dalle quali non si può pretendere il CRM ed altre corporate-storie simili. Beh, vi garantisco che ho scritto a nomi internazionali (anche se italiane) e la risposta è stata spesso la stessa. Nulla.

7 commenti su “Relazioni mal condotte, nel settore enogastronomico”

  1. E’ vero quanto dici, l’ho notato anch’io questo approccio “distratto” verso il cliente finale o consumatore.
    Come mai, ti chiedi. E’ un fatto culturale, senz’altro. Per decenni il settore ha coltivato le relazioni solo all’interno della filiera degli operatori. Ora che i consumatori non solamente consumano ma raccontano e passano-parola (come noi blogger per esempio) le cose sono cambiate ed il settore fatica ad adattarsi. Occorrerà ancora un po’ di tempo.
    Ciao.

  2. Mmmmm…io non mi aspettavo, invece, una reattivita’ cosi’ positiva da aziende vinicole.

    Tempo fa ho scritto di una piccola azienda vinicola del Sannio, Corte Normanna, giusto un post sul mio blog, senza avvisare alcuno. Lo trovi qui:

    http://www.zarrelli.org/blog/index.php/2006/04/21/corte-normanna-a-go-go/

    Con mio stupore, poco tempo dopo ho trovato un commento lasciato dall’ufficio stampa della cantina.

    Qualcosa di simile, ma fondamentalmente diverso, mi e’ successo con la cantina Marchese Adorno: mando un’email per sapere chi vende il loro Cliviano nella mia citta’ e mi rispondono poco dopo, sempre via email, indicandomi l’enoteca in cui poi ho effettivamente trovato il vino che cercavo.

    Insomma, qualche rara e piacevole eccezione si trova sempre…

  3. Ciao Fra, grazie per la segnalazione. Speriamo che con il duro lavoro che stiamo facendo, tutti insieme riusciamo a migliorare la situazione attuale. Io ci credo. Siamo sulla buona strada.

  4. @Giorgio
    Furtunato tu! A me è successo solo due volte, quello che racconti. Sembra molto, ma se pensi che ogni volta che faccio una recensione scrivo per chiedere l’eventuale correzione di errori… e non ho mai risposte…
    Addirittura non mi hanno risposto la volta che chiedevo dove si poteva comprare un loro vino…

    @Giampiero
    Sì, sono d’accordo anche io sul fatto che sia questione di tempo. Infatti qualcosa vedo che inizia a muoversi ed anche in termini professionali (per l’azienda in cui opero) abbiamo sempre più clienti del settore interessati ai servizi legati al web.

    @Filippo
    Sì, per furtuna un piccolo circuito di persone si sta muovendo per “disseminare” cultura attorno ai nuovi canali. Speriamo bene.

  5. Ciao Pancrazio
    Vero, spesso le caselle si cambiano, ma questo è un grave errore, per una figura aziendale. Così ci si perdono i contatti, cosa molto preziosa.
    Se si cambia casella, occorre avvisare quelli che avevano la vecchia, aggiornare il sito, ecc. ecc.
    Se non lo si fa, vuol dire appunto che aziendalmente non si da molta importanza al contatto che potrebbe arrivare via Internet.

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