Su Velenitaly e le reazioni

Io capisco le forti critiche che vengono rivolte da moltissime parti (*) alla copertina de L’Espresso sul vino avvelenato. Però mi pare che ci si stia concentrando soprattutto su chi ha portato a galla i crimini e non su chi questi crimini li ha commessi.

E francamente questo mi pare un po’ troppo.

Oppure è tutta una bufala? E in realtà la truffa è stata “solo” quella di annacquare e zuccherare un po’ il vino? Non che questo vada bene, intendiamoci, ma certo non è un vino annacquato a nuocere gravemente alla salute

Chi scrive ha già criticato (in tutt’altra occasione) i titoli ad effetto dei giornali. Quindi posso pure essere d’accordo con il criticare il modo in cui è stata presentata l’inchiesta. Ma – se c’è rischio per la salute, cosa che ancora non sono riuscito a capire – l’alternativa qual era? Un trafiletto nascosto in qualche pagina interna? Il silenzio?

Non dimentichiamoci che qui si sta parlando della salute delle persone… Oppure no? Insomma, aiutatemi a capire.

* alcuni link:
marketing del vino
vino al vino
frittomisto

6 commenti su “Su Velenitaly e le reazioni”

  1. Ciao!

    come ho detto anche nel post che hai linkato – anzi, grazie per averlo fatto! – sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che sia necessario fare chiarezza. Come lo sono, da quello che ho letto, tutti quelli che si sono indignati per l’articolo dell’Espresso. Nessuno vuole sorvolare sulla necessità di denunciare sofisticazioni e anzi io ho speficato che è necessario, a tal proposito e a tutela della salute di tutti noi, fare NOMI E COGNOMI e indicare i prodotti.
    Il problema di quell’inchiesta però è stata la volontà di fare scandalisticamente di tutta l’erba un fascio, mettendo nello stesso calderone frodi dannose per la salute, e vini “corretti” NON con sostanze nocive MA con Cabernet Sauvignon e Merlot, o Montepulciano… Illegali sì, ma che al massimo hanno un gusto internazionale…

  2. io però (sarà distrazione mia?) non ho visto i due casi (chiamiamoli “velenitaly” e “brunellopoli” per comodità) mischiati e confusi.

    ho visto una forte denuncia relativa al primo caso, con adulterazioni pericolose per la salute. e come tale l’ho presa.

    non sono né esperto di vini né di chimica, quindi è chiaro che sono più vicino agli ignoranti che ai colti. cio nonostante, non mi sono fatto scrupoli ad ordinare una bella bottiglia di vino al ristorante la sera stessa. però quello che pensavo fosse accertato è che c’è in giro del vino pericoloso per la salute. e non capisco se è vero oppure no.

    p.s. riguardo al link, prego! seguo via feed e mi ero ricordato del post sull’argomento.

  3. Quando ho letto i nomi coinvolti in Brunellopoli mi sono caduti gli acini.
    Se un’annata va male, si produce di meno e buonanotte al secchio.
    Se non vuoi rispettare la DOCG, non ci scrivi sopra Brunello.

    Se possiedi una vigna a Montalcino, non sono certo i fiorini che ti mancano. Chiama un esperto di marketing che trovi un nome adatto al mercato americano, tipo “BrunelloII” e vendilo così.
    Magari incassi di meno ma non perdi la faccia.

    Per non tirare la cinghia (si fa per dire) per un anno …

  4. non si trattava di una sola annata “andata male” sono diversi anni che questa oscena pratica di taroccare i vini andava avanti a Montalcino, anche in presenza di annate importanti come 2001, buone come il 2000, ottime come il 1999…

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